Maria assunta - 15 agosto 2025 -19 C (Lc 1,39-56)

Nella liturgia di oggi Maria assunta in cielo intona un canto di speranza. Quel Dio che ha sentito entrare nella storia, venire come vita nel grembo, intervenire nella normalità dei giorni e non con gesti spettacolari. Protagoniste sono le donne, due madri, cugine, entrambe incinte di vita in modo “impossibile”, che si salutano e ringraziano il Dio della vita. Maria avendo compreso che questo Dio è partigiano a favore dei poveri ripete che Egli Dio innalza, solleva, riempie, abbatte, rovescia, si ricorda e crea una terra nuova per chi a fatica cammina sulla terra. Maria non si inginocchia al trono di un imperatore, ma si arruola riconoscente nell’esercito dei poveri, dei piccoli, dei bisognosi. Ciò che conta non è quello che io faccio per Dio, ma quello che Dio fa per me.

Maria è la donna del viaggio verso gli altri, ha fretta, non sopporta ritardi, perché la gioia la vive condividendola. La sua è una benedizione di speranza su tutto quello che rappresenta il nostro “male di vivere”: è una benedizione sugli anni che passano, sugli abbracci negati, sulle solitudini patite, sui figli che sbagliano, sulla fragilità di questo nostro corpo, sulle domande senza risposta, sulla lotta contro il nostro piccolo o grande drago rosso, che ci insidia ma che non vincerà, perché l’amore è più forte della violenza. Maria si è schierata, ha preso posizione dalla parte dei poveri, degli umiliati, degli offesi e dei vinti. Ha deciso di giocare con la squadra che perde. Ha sperato di poter vincere la tentazione di servire a due padroni, di non andare a braccetto con i primi, di farsi coscienza critica delle strutture di peccato. Ecco la lezione di Maria per la Chiesa di oggi.

Indietro
Indietro

Domenica 17 agosto 2025 -20 C (Lc 12,49-53)

Avanti
Avanti

Domenica 10 agosto 2025 -19 C (Lc 12,32-48)