15 febbraio 2026 - 6 A (Mt 5,17-37)

Gesù invita a vivere una vita giusta che vada oltre quella degli scribi e dei farisei, ossia puramente religiosa, fondata sull’obbedienza della Legge. La persona giusta non è quella che semplicemente osserva la Legge, ma quella che diventa più umana. Gesù non demolisce la Legge, ma richiamando alcune situazioni invita a tornare al cuore per guarirlo. Per Gesù il comandamento “non uccidere” non è più sufficiente”, perché a suo avviso l’omicidio parte sempre dal cuore. Inoltre, non c’è bisogno di giurare, basta dire la verità. Per poter pregare disarma il tuo cuore e fa pace con il tuo fratello. Infine, desiderare una persona non è sbagliato, purchè non sia un desiderio per possederla come oggetto. Secondo Gesù il peccato non è tanto contro la morale, ma contro la persona, contro la sua dignità divina.

La semplice obbedienza alla Legge impoverisce e marcisce la vita. Quante falsità dietro molti sorrisi a norma di legge, quante ipocrisie nascoste in volti apparentemente felici, quante finzioni dietro tante eucaristie celebrate! Gesù ci sta dicendo che non amare qualcuno è togliergli la vita, non dire la verità è ricorrere al giuramento, non disarmare il rancore è abitare l’immondizia, non amare con il cuore non è semplice disobbedienza al vincolo matrimoniale religioso, ma tradire se stessi. Lui ci vuole capaci di amare non con diplomazia, ma col cuore. Lui chiede di non ripararci dietro i facili nascondigli del sentirsi a posto, dietro i comodi rifugi dell’aver rispettato tutti e dieci i comandamenti. No! Lui ci vuole sentinelle del nostro cuore, capaci di parole che rimettono in piedi, di occhi che lodano per la bellezza creata, di coraggio per fare pace, di mani che abbracciano i peccatori. Di mani come le sue.

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Domenica 23 novembre 2025 - 34 C (Lc 21,35-43)