18 gennaio 2026 - 2 A (Gv 1, 20-34)

Giovanni il Battista aveva parlato di Gesù il giorno prima. Il vangelo di oggi inizia dicendo «il giorno dopo». Che cosa era successo il giorno prima? La gente accorreva da Giovanni nel deserto a farsi battezzare e questo insospettiva le autorità religiose. Lo interrogarono: “Tu chi sei? Come ti permetti di battezzare al Giordano e non in un luogo sacro?” Forse si è messo in mente di essere il Messia? E lui rispondeva: “Viene uno che era prima di me, sta in mezzo a voi e non lo conoscete. È l’agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo”. Inn tutte le fedei le divinità pretendono offerte nel Vangelo Gesà porta in offerta la propria vita. È un Dio agnello. Non un leone ruggente, ma il piccolo del gregge. Non l’agnello da sacrificare alla divinità, ma l’agnello che sacrifica se stesso.

Per bocca del profeta Isaia aveva detto: “sono stanco dei tuoi sacrifici senza numero, delle tue candele accese, delle tue offerte per calmare la coscienza”. Il Signore non chiede più sacrifici all’uomo, ma dà se stesso, non pretende la tua vita, ma offre la sua, non spezza nessuno, ma spezza se stesso. il volto di Dio che ci portiamo dentro è come uno specchio: se ci sbagliamo su Dio, poi, ci sbagliamo sulla vita, sugli altri e su noi stessi. Quante bugie stiamo ascoltando da leoni che si presentano come agnelli, da dittatori che parlano di pace, da aquile che governano con i toni della chioccia… Questo Dio agnello viene negli uccisi come agnelli, nei fratelli sacrificati all’idolo dell’interesse economico, nelle sorelle che dimostrano nelle piazze per un briciolo di libertà. Che lo Spirito dell’Agnello trovi in noi il suo nido.

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11 gennaio 2026 - Battesimo del Signore – A (Mt 3,13-17)