3 maggio 2026 - 5 di Pasqua A (Gv 14,1-12)

Gesù apre il discorso dicendo: «Nella casa del Padre ci sono molte dimore». Non un tempio, ma una casa. E aggiunge: «Non sia turbato il vostro cuore». In questa casa c’è qualcuno che vuole stare con noi. Gesù di se stesso dice tre parole: «Sono la strada» che ti porta al cuore degli altri; «Sono la verità», non un libro, ma un modo di vivere; «Sono la vita», perché ti regalo il respiro. Gesù vede bene il nostro turbamento, la nostra inquietudine, la nostra paura, a causa delle atrocità commesse, degli interventi militari contro stati sovrani, delle violazioni del diritto internazionale, dell’offesa alla dignità e all’onore della persona. Oggi alcuni potenti si stanno pensando “via”, “verità” e “vita”, quando in realtà non sono che vicoli ciechi, verità mascherate, vite prostituite al dio denaro.

Per Gesù non c’è un sentiero da percorrere, ma una persona da pedinare, per imparare come Lui a comportarsi con chi ha sbagliato, con le donne, con i poveri cristi, con i Pilato di turno, con l’ultima pecora. Il rischio che abbiamo corso è di aver ridotto il cristianesimo a un libro, a una dottrina, a regole, a principi, quando in realtà è essenzialmente un modo di vivere, uno stile che si fa carne con quella ferita, che si disarma contro l’arroganza, che risponde con tenerezza alla suuperbia. Il cristiano che sa di cristianesimo, ma non lo vive è malato, chi si lamenta per i piedi sporchi dell’altro e non li lava è un bigotto, chi grida la verità del vangelo spreca il suo fiato. Chi preferisce le persone che Lui preferiva sta camminando sulla strada giusta, sta disarmando le mani dalle sue pietre, sta respirando aria sana.

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26 aprile 2026 - 4 di Pasqua A (Gv 10,1-10)