6 gennaio 2026 - Epifania – A (Mt 2,1-12)
Il termine Epifania significa manifestazione. Il Bambino Gesù si rivela a tutto il mondo. a differenza dei sacerdoti e degli esperti della Legge che rimasero immobili, i Magi si missero in cammino con una direzione: «Betlemmte di Giuda». La loro guida era una stella a cielo aperto. Vedendo il Bambino con sua Madre si prostrarono e lo adorarono. Il loro viaggio non fu una passeggiata tranquilla, ma una ricerca piena di sbagli. Perdono la stella; trovano la grande città anziché un villaggio; chiedono del bambino a un assassino di bambini; cercano una reggia e trovano una povera casa. Eppure hanno l’infinita pazienza di ricominciare. Il nostro dramma nonè cade, ma arrenderci nelle cadute. Al bambino non portano una collanina o un braccialetto d’oro, ma il dono più prezioso di questi cercatori pagani è il loro stesso viaggio, tribolato e costantemente ripreso.
Essi alzano gli occhi per cercare uno che respira, un Bambino vivo. Non sarà che, proprio nella stagione delle immagini, noi per disavventura stiamo perdendo la passione di guardare la vita, le persone, le stelle autentiche che ci guidano? Guardare non è lo scorrere ossessivo di immagini, tipico del guardare una cosa e via l’altra. Il rischio è di attraversare una città d’arte attenti più a cosa sorre sul telefonino o sulo smartphone che a alle persone che cercano un saluto, uno sguardo, una gentilezza. Il tempo corre, la vita sfugge fra le mani, ma può sfuggire come sabbia o come semente da spargere. I Magi per una’altra strada torneranno a casa e così speriamo di tornare alla nostra con un altro modo di vivere, finalmente capaci di inchinarci dinanzi alla vita fragile e indifesa.